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cotechino di maiale

Cotechino di maiale: 3 curiosità

Quando parliamo del cotechino non possiamo che pensare a feste, abbondanza e tanta felicità, ma oltre al Capodanno c’è di più! 

Si tratta forse dell’unico piatto che da secoli detiene il posto fisso sulle tavole di noi italiani nel periodo natalizio: il cotechino di maiale e il suo parente stretto, lo zampone. Si tratta di eccellenze gastronomiche portate in tavola tutto l’anno in molte regioni d’Italia, specialmente al nord.

Modenese, friulano o veneto? Ma quanti secoli fa è nato? Ma perché proprio con le lenticchie? Leviamoci qualche curiosità sul re della tavola nella notte di San Silvestro!

Quali sono le origini del cotechino di maiale? 

Seppur conteso tra diverse regioni del nord Italia, il cotechino venne rivendicato nel 1999 dalla provincia di Modena che oggi ne detiene il marchio IGP

La storia ci racconta che nacque nel 1500 dalla maestria di salsicciari e lardaroli modenesi. Questi, per conservare le parti meno nobili del maiale, le tritavano e le insaccavano nel suo stesso budello insieme ad aromi, sale e pepe. 

Mi raccomando, non lo confondiamo con lo zampone, che, seppur simile nel ripieno, viene inserito nella zampa del maiale, da cui deriva appunto il nome.

Tornando al cotechino, ma perché si chiama così?

Molto semplicemente il nome deriva da uno degli ingredienti principali di questa preparazione: la cotica o cotenna del suino, chiamata anche “sbarta” dagli altopianesi, per derivazione dalla lingua Cimbra. 

In origine, il cotechino di maiale veniva servito come piatto povero insieme a zuppe di legumi o minestre, ma è grazie al cuoco Pellegrino Artusi e alla sua ricetta del cotechino fasciato, che ancora oggi questa eccellenza italiana è protagonista dei nostri menù di Capodanno. 

Cotechino e lenticchie: l’accoppiata storica delle feste di Natale

cotechino e lenticchie

Ma lo sapevi che cotechino e lenticchie insieme creano uno dei piatti più antichi della nostra storia

Beh sì, perché non solo il cotechino è uno dei primi insaccati nati in Italia, ma anche le lenticchie detengono il titolo di primo legume coltivato al mondo.

Ma da dove nasce questo accostamento? 

Nonostante siano entrambi ingredienti della cucina povera, si sa bene che il maiale è simbolo di fertilità e abbondanza e le lenticchie di ricchezza. Proprio per questo motivo questa vincente accoppiata viene proposta come piatto di buon augurio per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

La ragione per cui si mangiano cotechino e lenticchie a Natale non è, però, solo questa: la tradizione vuole che i maiali venissero macellati principalmente a dicembre. Così, il giorno di Santa Lucia, si usava preparare questo insaccato con gli scarti del suino per poi essere gustato circa 15 giorni dopo, durante le festività.

Sai come cucinarlo? Lascia che te lo spieghiamo noi 

Il Natale si avvicina e sulla tua tavola non potrà di certo mancare un buon cotechino, specialmente l’ultimo dell’anno. 

Ti diamo noi i consigli giusti per un piatto gustoso che conservi la ricchezza aromatica e i succhi della carne.

Pur essendo un insaccato nato dalle parti meno nobili del maiale, resta comunque un prodotto di alta qualità che va trattato con la giusta maestria.

Il cotechino, se fresco, ha bisogno di alcune accortezze in più, per evitare che scoppi. Due sono i metodi vincenti:

  • Il primo metodo: posizionare due stecchini di legno alle estremità del cotechino durante la cottura
  • Il secondo metodo e il più efficace: togliere due spaghi alle estremità, facendo attenzione a non rompere il budello

Altra cosa importante: è bene metterlo in acqua fredda prima di iniziare la cottura e cuocerlo a fiamma bassa per tre o quattro ore.

Terminata la cottura, potrai servirlo con ciò che più ami: classiche lenticchie in tegame, un cremoso purè di patate o con una fonduta di parmigiano per un piatto tutto emiliano. 

Se vuoi sorprendere i tuoi ospiti con una versione ancora più unica, avvolgi il cotechino, precedentemente sbollentato in acqua per 10 minuti, in un rotolo di pasta sfoglia. Successivamente cuoci in forno per 25 min a 180°: otterrai uno “scrigno” scenografico, gustoso e con effetto sorpresa. 

Se ami i prodotti freschi, genuini e artigianali devi assolutamente provare il nostro cotechino di maiale per stupire i tuoi ospiti a Natale o tutto l’anno, se lo vorrai.

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